Imprese “energivore”: cosa sono e perché diventarlo
Si sente spesso dire che in Italia le imprese soffrono di una tassazione eccessiva e non fanno altro che pagare imposte. Spesso però, si dimentica di citare i benefici fiscali riservati a determinate imprese, ad esempio quelle “energivore”. Lo abbiamo visto parlando di certificati bianchi, un mercato ricco di opportunità per aziende medio-grandi. E lo vediamo oggi per i grandi consumatori di energia, ovvero per le aziende energivore. Se la propria impresa viene classificata come “energivora” scattano infatti vantaggi economici che arrivano fino al 30% circa di sconto in bolletta. Un risparmio enorme, che si ottiene con la compilazione dell’apposita richiesta e la successiva iscrizione al registro (o elenco) pubblicato ogni anno dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico (CCSE). A fronte di un taglio in bolletta più o meno marcato si avranno pochi obblighi, tra i quali, in primo luogo, la redazione di un audit energetico.
Accedere a questa forma di incentivo è relativamente facile. I requisiti fondamentali per fare domanda sono elencati di seguito:
- svolgere attività manifatturiera con codice ATECO 2007 da 10.xx.xx a 33.xx.xx;
- utilizzare per lo svolgimento dellfattività almeno 2,4 Gigawattora elettrici, pari a 2.400.000 kWh annui;
- dimostrare di avere un Rapporto Indice Intensità Elettroenergetica (IIE) uguale o superiore al 2%.
È chiaro che tali condizioni vanno in qualche modo ”certificate”: non basta un’autodichiarazione, occorre produrre una documentazione ben precisa e attendere la conferma da parte delle istituzioni preposte. Ancora una volta, il supporto di un consulente energetico, sotto forma di ESCo o Energy Manager, risulta di fondamentale importanza per orientarsi nelle questioni tecniche e burocratiche.








